


Da cinque giorni inseguiamo squali lungo le spiagge della costa meridionale dell'isola, cinque giorni in cui gli strikes si sono succeduti con ritmo incessante sia durante le ore di luce che di notte. Non saprei dire quanti pesci siamo riusciti a spiaggiare fino ad ora, ma nonostante le frequenti rotture il numero di pinna nera tra i 20 ed i 25 chili combattuti con successo è quasi straordinario rispetto alle mie precedenti esperienze. Ogni giorno almeno uno dei maxi nutrice che pattugliano queste spiagge ha preteso le nostre attenzioni... lunghe e faticose... prima di tornarsene tranquillamente a casa. E poi carangidi, bighe de renas, bonefish, catturati occasionalmente cercando il vivo. Fino ad oggi tuttavia i miei due compagni di pesca, Luca (del centro) e Leonardo, sono stati risparmiati da quei misteriosi sommergibili che hanno funestato le mie fiere (...prima!) bobine ma il loro momento non tarderà ad arrivare... Sono accanto a Luca mentre il grosso carcarino a circa 250 metri da riva assomma tra gli spruzzi, sarà l'ultima volta che lo vediamo, il pesce riscende verso il fondo per poi stallare, in questi casi il combattimento è generalmente perso, si continua a lottare per un metro al minuto, che poi viene sempre conquistato dal pesce, finché qualcosa cede... anche stavolta niente eccezioni! Neanche mezz'ora ed è il turno di Leonardo: partenza decisa e strike puntuale ma il copione si ripete, in pochi minuti la bobina del 498 entra in riserva. La frizione è ormai serrata, la canna dritta verso il mare e lo 0.70 Tournament, logorato dall'attrito sugli anelli, continua ad allungarsi. Lo schianto giunge come una liberazione.
Ovvio che in una simile circostanza anch'io non possa esimermi dal castigo e, quando un cicalino impazzito richiama l'attenzione sulla mia PMB, vedo un sorriso di compiacimento percorrere il volto dei due amici.
Riesco a fatica a sfilare la canna dal picchetto ed a ferrare un paio di volte mentre il pesce punta veloce verso il largo. Continuo a frenare la bobina col palmo, è ancora troppo vicino e forte per allentare la presa e stringere la frizione, le testate si avvertono con violenti scuotimenti del calcio mentre il cicalino del 498 continua a sgolarsi. Poi il pesce si distende e mi dà la possibilità di intervenire sul freno ma niente..., in pochi minuti siamo alle solite: bobina vuota e morale sotto i tacchi. Anch'io stringo tutto mentre riesco quasi a contare le spire rimaste nel mulinello, un attimo di tregua, provo a pomparlo e stavolta gira la testa davvero! Prima di risvegliarsi mi permette di rimbobinare una ventina di preziosi metri mentre qualche speranza di prolungare il combattimento ci rincuora.Le fughe e le pompate iniziano ad alternarsi ma ormai stiamo avendo la meglio, la bobina non fa più paura né le energie dello squalo. Quando vediamo affiorare le pinne il pesce è a soli dieci metri dalla battigia e sembra veramente fatto, ma di passare quello scalino non ha proprio voglia.
Ha così inizio una infinita rincorsa lungo la spiaggia in attesa dell'onda giusta. La stanchezza si fa sentire ma è soprattutto la paura di una slamatura o di incappare in una delle pietre che costellano il fondale di questo tratto di spiaggia a rendere gli ultimi minuti di lotta una vera agonia. Poi finalmente l'epilogo: Luca trova il punto giusto e gaffa il pinna nera mentre cerco di trattenerlo dalla corrente di ritorno, poi con Leonardo riescono ad allontanarlo dalla battigia mentre io mi godo lo spettacolo da una cinquantina di metri.E' andata ma è servita molta fortuna!Incontri come questo non sono assolutamente eccezionali su queste spiagge, anzi certamente con un po' più di tempo a disposizione ed una ricerca specifica le possibilità di combattere esemplari record sono concrete! Tutto sta nel valutare a quali compromessi sarete disposti in termini di attrezzatura e stile di pesca, in bocca al lupo!
Umberto Borgioli


Il re dell'oceano ha vinto!
E' la settima volta che da Udine parto per recarmi a Capo Verde, Isola di Boavista, dal mio amico Luca che, con Massimo gestiscono il Centro di Pesca a Boavista. La settima volta ed è ancora esperienza nuova, non mi stancherò mai di frequentare questo Paradiso! In verità sono arrivato a Boavista il tardo pomeriggio di Venerdì, il tempo di organizzarmi, mettere a posto le poche cose che porto con me durante questi viaggi e subito a preparare l'attrezzatura per l'uscita a pesca pianificata con Luca: surf casting in una spiaggia sopra a Cural Vhelo, circa 3 chilometri lato Est, non ricordo il nome, ma come tante altre già calpestate anch'essa, l'indomani, mi apparì bellissima.

José Maria Neves parla in creolo di Capo Verde all'Assemblea Generale dell'ONU
Il Primo Ministro di Capo Verde, José Maria Neves, ha fatto la storia parlando, lo scorso sabato, in creolo capoverdiano nella prima della 66ª sessione dell'Assemblea Generale dell'ONU, dove si riuniscono i capi di Stato e di governo del mondo.

Progetto LACACAO di BOAVISTA alla Fiera IFEMA di Madrid
La Fiera Internazionale del Turismo 2011, Fitur 2011, tra le più importanti nel settore turistico a livello mondiale, ritorna alla fiera Ifema di Madrid, dal 19 al 23 di gennaio per celebrare il suo 31° compleanno. Saranno più di 12mila le aziende espositrici provenienti da 170 paesi e numerose saranno le possibilità per i partecipanti per conoscere e aggiungere contatti istituzionali e professionali.




Spinguera è una realtà unica, un concetto di ospitalità non convenzionale. Il fascino del posto è rimasto intatto, pronto per essere riscoperto da chi ama luoghi autentici dove la semplicità si trasforma in stile e la natura è sinonimo di lusso.


Interamente costruito l'Hotel a Boavista Marine Club, è un villaggio perfettamente inserito nell'ambiente circostante e si adagia su un promontorio con vista sulla incantevole baia.












